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Stemma di papa Alessandro VII

Stemma di papa Alessandro VII

Dip.: Gian Battista Gaulli il Baciccio (1639 - 1709).

Notizie: (Siena, 13 febbraio 1599 - Roma, 22 maggio 1667) Papa Alessandro VII, nato Fabio Chigi, è stato il 237esimo papa della Chiesa cattolica dal 7 aprile 1655 alla sua morte. Nato a Siena col nome di Fabio Chigi, membro dei Chigi nota famiglia di banchieri toscani, discendente di Agostino Chigi e bisnipote di Papa Paolo V, venne educato in privato da un tutore e ricevette la laurea in filosofia, diritto canonico e teologia all'Università di Siena. Fin da giovane mostrò spiccate doti religiose e letterarie, essendo descritto come austero e zelante nella fede. Nel 1629 fu nominato vice-legato pontificio di Ferrara, incarico che conservò fino al 1634, quando giunse a Malta in qualità di Inquisitore. L'8 gennaio 1635 fu eletto vescovo di Nardò; ricevette la consacrazione episcopale il 1º luglio dello stesso anno. Rimase nella sua diocesi fino al 1639, anno della nomina a nunzio pontificio di Colonia (1639-1651). In tale ufficio ci si attese che prendesse parte ai negoziati che portarono nel 1648 alla Pace di Vestfalia, ma egli si rifiutò di trattare con gli eretici, ed espresse apertamente le proprie opinioni contrarie alle modalità del trattato, che poneva fine alla Guerra dei trent'anni e stabiliva un equilibrio tra le potenze europee che sostanzialmente perdurò fino alle guerre della Rivoluzione Francese. Fu creato cardinale da papa Innocenzo X nel concistoro del 19 febbraio 1652 e il 12 marzo dello stesso anno gli fu conferito il titolo di Santa Maria del Popolo. Il 13 maggio 1653 fu eletto vescovo di Imola. Papa Innocenzo X lo richiamò poi a Roma, nominandolo cardinale segretario di stato. Alla morte di Innocenzo X, il cardinale Fabio Chigi, candidato sostenuto dalla corona di Spagna, venne eletto Papa dopo ottanta giorni di conclave, il 7 aprile 1655. Il conclave riteneva che egli si opponesse duramente al nepotismo, all'epoca prevalente. In realtà, nel primo anno di regno, Alessandro VII visse in maniera molto semplice e vietò ai parenti persino di fargli visita a Roma; ma nel concistoro del 24 aprile 1656, annunciò che il fratello e i nipoti lo avrebbero raggiunto a Roma per assisterlo. L'amministrazione venne messa ampiamente nelle mani dei suoi parenti e il nepotismo divenne ammantato di lusso, come non mai nel periodo dei papati barocchi: egli diede loro gli incarichi civili ed ecclesiastici più remunerativi nonché palazzi e proprietà principesche, adatte ai Chigi di Siena. Alessandro non apprezzava gli affari di Stato, preferendo la letteratura e la filosofia; una raccolta dei suoi poemi in latino apparve a Parigi nel 1656 con il titolo di Philomathi Labores Juveniles. Egli incoraggiò inoltre l'architettura e le arti in genere, divenendo uno dei pontefici più attivi nel compiere il rinnovamento della città di Roma, e a lui si devono molte delle opere in stile barocco della città eterna; in tal senso fu grande patrono ed estimatore di Gian Lorenzo Bernini. Ordinò le decorazioni della chiesa di Santa Maria del Popolo, delle chiese titolari di diversi dei Cardinali della famiglia Chigi, la Scala Regia, l'altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro, ed in particolare patrocinò la costruzione del magnifico e famoso colonnato del Bernini nella piazza della basilica vaticana. Nel 1661, quando Ariccia passò dal dominio dei Savelli a quello dei Chigi, Alessandro si impegnò in un importante intervento di restauro del borgo, avvalendosi del prezioso operato dello stesso Bernini e del suo giovane assistente Carlo Fontana. Di particolare interesse sono il progetto di restauro del palazzo e la creazione della Collegiata di Santa Maria dell'Assunta. Durante il pontificato di Alessandro VII avvenne la conversione della Regina Cristina di Svezia, che dopo la sua abdicazione, venne a vivere a Roma; qui il giorno di Natale del 1655, il suo battesimo venne confermato dal Papa in persona. Nella politica estera mantenne un profilo prudente e accorto continuando la politica pontificia del suo tempo, vicina alla corona spagnola e più avversa a quella francese. In tal senso frequenti furono gli attriti con il potente cardinale Mazarino, consigliere del giovane Luigi XIV di Francia, che gli si era opposto durante i negoziati che portarono alla Pace di Vestfalia, e che difese ostinatamente le prerogative della Chiesa gallicana. Durante il conclave, il cardinale Mazarino si era dimostrato apertamente ostile all'elezione di Chigi, ma fu alla fine costretto ad accettarlo come compromesso, ed evitare candidati più apertamente anti-francesi. Mazarino impedì a Luigi XIV di inviare l'usuale ambasciata di obbedienza ad Alessandro VII e, finché fu in vita, impedì la nomina di un ambasciatore francese a Roma, facendo gestire gli affari diplomatici dai cardinali protettori, in genere nemici personali del Papa. Nel 1662 venne nominato ambasciatore l'altrettanto ostile Duca di Crequi. A causa dell'abuso dei diritti di asilo tradizionalmente concessi ai distretti ambasciatoriali di Roma, egli fece precipitare una discussione tra la Francia e il Papato, che risultò nella perdita temporanea di Avignone e nell'accettazione forzata dell'umiliante Trattato di Pisa, nel 1664. Alessandro VII, più vicino alla monarchia iberica, appoggiò le richieste degli spagnoli nei confronti dei portoghesi, che avevano ristabilito la loro tradizionale indipendenza del 1640. Favorì inoltre i Gesuiti nelle loro imprese. Quando i Veneziani chiesero aiuto a Creta contro gli Ottomani, Alessandro strappò loro in cambio la promessa che i Gesuiti avrebbero potuto fare ritorno nel territorio veneziano, dal quale erano stati espulsi nel 1606. Continuò inoltre a prendere le parti dei Gesuiti nel loro conflitto con i giansenisti, la cui condanna aveva vigorosamente appoggiato come consigliere di Innocenzo X. I giansenisti francesi professavano che le proposizioni condannate nel 1653 non si trovavano in realtà nell'Augustinus scritto da Cornelius Jansen (Giansenio). Alessandro VII confermò che invece erano presenti, con la bolla Ad Sanctam Beati Petri Sedem (16 ottobre 1656), dichiarando che le cinque proposizioni di Giansenio, concernenti principalmente la grazia e la natura dell'uomo, erano eretiche, compresa la posizione "che Cristo morì, o versò il suo sangue per tutti gli uomini". Egli inoltre inviò in Francia il suo famoso formulario, che doveva essere firmato da tutto il clero, come mezzo per individuare ed estirpare il giansenismo, e che infiammò l'opinione pubblica. Con altre decisioni proibì nel 1661 la traduzione del messale romano in lingua francese. Nel 1665 canonizzò Francesco di Sales. Tre anni prima dell'apertura al pubblico della 'sua' Biblioteca Alessandrina nel Palazzo della Sapienza, il pontefice morì nel maggio del 1667 e gli successe Clemente IX. Il suggestivo monumento sepolcrale a lui dedicato, che si trova all'interno della Basilica di San Pietro, fu realizzato proprio dal suo artista prediletto, Gian Lorenzo Bernini.


Stato: Vatican City

Data: 20/11/2012

Emissione: Restauro del colonnato di piazza San Pietro

Dentelli: 13¾ x 13¾

Tiratura: 300.000

Filigrana: Senza filigrana

Stampa: Offset